Storia di una campana

  Tra i cimeli storici conservati nella nostra chiesa troviamo la campana dell’incrociatore “Almaz” (Diamante in russo) e molti parrocchiani e visitatori della chiesa si chiedono: di quale incrociatore si tratta e come mai questa campana si trova nella nostra chiesa?

Già negli anni settanta del secolo scorso, l’allora starosta Maria Olsuf’ieva aveva scritto un breve articolo pubblicato nel giornale parigino “La Pensée russe” (Ruskaja Mysl’) in cui lanciava un appello affinché chi avesse saputo qualcosa sulla storia di questa campana si facesse vivo, ma nessuno rispose al suo appello.

In compenso, alcuni studi condotti negli ultimi anni hanno permesso di ricostruire la storia di questa nave, dal destino davvero straordinario, anche se non sappiamo tuttora esattamente come la campana sia pervenuta nella nostra chiesa.

L’incrociatore ausiliario leggero “Almaz” fu armato nel cantiere del Baltico e varato  nel 1903 (anno della consacrazione della nostra chiesa, per l’appunto). All’inizio serviva praticamente di yacht per l’ammiraglio E.I.Alekseev, governatore dell’Estremo Oriente russo. Durante la guerra russo-giapponese nel 1905, l’incrociatore prese parte alla battaglia di Tsushima e fu l’unico incrociatore russo che riuscì a raggiungere Vladivostok. Dopo la fine dei combattimenti, fu trasferito nel mare Baltico e, dal 1908, fungeva da yacht imperiale. Nella prima guerra mondiale, l'”Almaz” partecipò ai combattimenti presso il capo Saryč nel Mar Nero, e fu il primo a rilevare la presenza dell’incrociatore  tedesco “Goeben”. nel mar Nero.

Nel gennaio 1918, l'”Аlmaz” fu protagonista della presa di potere sovietica a Odessa, dove ha lasciato un brutto ricordo: i suoi marinai si davano da fare per imporre con la forza la rivoluzione e la nave fu trasformata in una prigione bolscevica dove si insediò un Tribunale rivoluzionario della Marina. L’incrociatore viene ricordato in una canzonetta popolare (častuška) di quel tempo, “La mela”:

O mela, dove stai correndo? Se capiti sul”Almaz” non tornerai indietro.

Nella primavera del 1918, l'”Almaz” si trovava a Sebastopoli e fu presa dall’esercito tedesco per poi passare nelle mani degli alleati britannici e congiungersi con la flotta dell’armata bianca. Nel 1920 assicurò l’evacuazione dalla Georgia di una formazione di cosacchi dell’armata bianca. Il 14 novembre 1920, come parte della  squadra navale sotto il comando del contrammiraglio Osteletsky,  l’incrociatore partì per Biserta (Tunisi) dove fu consegnato ai francesi. Poco dopo, fu destinato alla demolizione. Il suo ultimo comandante il capitano di fregata V.A.Grigorov regalò la campana a un amico greco, il quale l’ha probabilmente donata alla nostra chiesa.

Anna Worontzoff-Weliaminoff

 Nota di p. Gheorghij:

Nel 2010, quando, per ricordare i 90 anni dell’esodo dell’armata bianca,  la Fondazione russa di Sant’Andrea ha organizzato un così detto “esodo di ritorno” per i discendenti dell’emigrazione russa, partendo dall’Italia e passando da Gallipoli e Costantinopoli con Simferopoli come ultima tappa del viaggio, gli organizzatori volevano portare con sé la nostra campana , per iniziare il viaggio con un suo rintocco. Ma rinunciarono a portare  la campana  a Venezia da dove doveva salpare la nave e decisero invece di girare un breve film di dieci minuti che racconta la storia dell’incrociatore, facendo suonare alla fine del film la campana, questo cimelio della battaglia di Tsushima,  che  90 anni or sono  ha fatto sentire i suoi rintocchi prima nel mar Nero e poi nel Mediterraneo per tutto il tempo dell’esodo di 155 mila russi dalla Crimea a Costantinopoli.

 

 

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Storia e descrizione dell’icona della Tutta Santa Madre di Dio, Gioia Insperata  (festa: 1/14 maggio, 9/22 dicembre)

IMG_20180102_204931“Sono cresciuti i nostri peccati e le nostre iniquità… Sono sparite le sante icone miracolose della Regina dei Cieli, e finché non vi sarà un segno dalla santa icona miracolosa della Madre di Dio, non crederò che siamo stati perdonati. Ma io credo che questo giorno verrà e noi vivremo fino a questo giorno.” Santo metropolita Serafino ( Čičagov), martire.

Dimitri di Rostov ci racconta la storia dell’icona “Gioia insperata” nella sua opera “Il vello di rugiada”.

Un brigante che era vissuto nel peccato provava tuttavia amore e venerazione per la Madre di Dio e pregava quotidianamente di fronte a una Sua icona. Un giorno si apprestava ad andare per una rapina e prima di uscire si  fermò a pregare davanti all’icona della Madonna. Tutt’a un tratto, vide aprirsi delle piaghe sulle mani e i piedi del Bambino Gesù e del sangue scorrere dal Suo fianco. Il brigante cadde in terra e gridò:

  • O, Signora, chi ha fatto questo?
  • Tu e gli altri peccatori, crocefiggete il Mio Figlio con i vostri peccati – rispose la Madonna.
  • O, Regina dei cieli, rispose il peccatore, fa che i miei peccati non vincano la Tua inesprimibile bontà. Supplica per me il Tuo Figlio, nostro Dio!

La Madonna ripeté due volte la sua preghiera al Bambino Gesù, finché non rispose.

  • Esaudirò la Tua preghiera. Che baci le mie Piaghe in segno di perdono.

Da quel momento, il brigante ebbe una vita onesta e pia. Proprio a seguito di questo evento i fedeli fecero dipingere l’icona della Madre di Dio “Gioia insperata”.

Le copie di questa icona dettero origine a miracoli di ogni genere, ma più spesso da quest’icona veniva guarita la sordità. Invece, la nostra sordità consiste nel non sentire la voce della Chiesa, nel non sentire la Parola di Dio …

L’icona della “Gioia insperata” ci aiuta a vedere il nostro peccato e a pentirci, ecco il grande miracolo! Poiché secondo le parole del Signore: “Nessun male entra nel Regno dei Cieli”. La Madre di Dio ci chiama tutti nel tempio per la confessione.

A Mosca, vicino alla stazione della metropolitana “Kropotkinskaya”, c’è una chiesa di S. Elia profeta, molti moscoviti la chiamano anche la chiesa di S. Elia giornaliero. Sì, oggi la parola “giornaliera” per una chiesa ci sorprende, da tempo gli diamo un suo significato ben preciso, lontano dal suo significato spirituale. Invece i nostri antenati sapevano bene cos’è una chiesa “giornaliera”. È una chiesa costruita in un solo giorno. Si, si, si  tutta la comunità si riuniva prima dell’alba, si dividevano rapidamente i compiti e costruivano. Un mattone dopo l’altro, una pietra dopo l’altra, un travicello dopo l’altro. E la sera: Signore, ci benedica nella Tua nuova  casa!

Così anche la chiesa di S. Elia profeta è “giornaliera”, e così si chiama anche la strada dove essa si trova. Nel 1592, vi fu eretta in un solo giorno una chiesa di legno e cent’anni dopo una chiesa di pietra. Il Signore ha salvato la chiesa dalle distruzioni bolsceviche, non è mai stata chiusa. Fu segnato da “piccolo vandalismo”: nel 1933 furono buttate giù le campane. Se la cavò con questo. La chiesa divenne il rifugio delle sante icone provenienti dalle chiese che furono colpite dalla mano lesta, la testa balorda e il cuore vuoto dei costruttori della nuova vita. In questo modo, l’icona miracolosa della “Gioia insperata” andò a finire nella chiesa di S. Elia Giornaliero. Dapprima si trovava nel Cremlino nella piccola chiesa dei santi Costantino ed Elena, uguali agli apostoli, poi, dopo la sua distruzione, si trasferì nel quartiere di Sokolniki nella chiesa della Risurrezione di Cristo e infine nel 1944 qui nel Obydennyj pereulok (Viuzza giornaliera).

Un’altra icona della Madonna “Gioia insperata” venerata localmente si trova da tempo nella chiesa di Mosca dedicata alla Madre di Dio “Gioia insperata” nel quartiere di Mar’ina rošča.

Altre copie venerate si trovavano nelle chiese demolite del Roveto Ardente vicino al Smolenskij bul’var e dell’Annunciazione nel Zhitnyj dvor nel Cremlino così come nella chiesa di S. Teodoro Stratega vicino alla porta Mjasnickaya e, fuori dalla capitale, nel villaggio di Selga della regione di Simbirsk.

Anche Odessa possiede un’icona miracolosa della Madre di Dio “Gioia insperata” nella cattedrale della Santa Trinità in via Ekaterininskaya. Il 14 maggio del 2010, nel giorno della festa dell’icona della Madonna “Gioia insperata” , con la benedizione del monastero della Presentazione al Tempio di Gesù (Sretenskij) di Mosca, l’icona “Gioia insperata” è stata portata nella chiesa della Natività della Vergine a Baytaly dall’arciprete Nicola Jarem decano del distretto di Ananiev per la venerazione dei cristiani e per l’aiuto al ripristino del convento di Baytaly. Con la benedizione del metropolita di Odessa ed Izmail Agafanghel, una processione con l’icona venerata ha attraversato tutti i villaggi e paesi della regione di Odessa, mentre con la benedizione del defunto Metropolita di Kiev e di tutta l’Ucraina Vladimiro, l’icona della Madonna “Gioia insperata” aveva visitato molte chiese e monasteri della Chiesa ortodossa ucraina. Molti sono stati testimoni della grazia e della consolazione ricevuti per le loro preghiere all’icona miracolosa della Tutta Santa Madre di Dio.

Poniamo la nostra speranza nella misericordia della Madre di Dio, ringraziamoLa per le gioie insperate che Ella  ci manda e confidiamo che non ci abbandonerà nel cammino difficile e irto di spine che si chiama vita.